Quando le città si illuminano in maniera intelligente

11 Giugno 2020 Ilaria Rebecchi


Lampioni smart: il futuro delle città del mondo

Lavorano per l’illuminazione pubblica complessa, dotati delle più moderne lampade a LED e connesse alla rete tra cellule e sensori. Sono i lampioni smart, che faranno parte della Smart City di domani, con funzioni sì nell’illuminazione, ma anche negli ambiti della security, del controllo dei parcheggi e della qualità di aria e meteo.

E se è vero che, in Italia, c’è un lampione ogni 6 abitanti, dovrebbero essere circa 10 i milioni in tutto lo stivale. E un aggiornamento in chiave smart delle nostre città e borghi dovrà prevedere anche un ammodernamento di questo ambito, tra i meno discussi ma tra i più importanti.
Basti pensare a cosa sarebbero le nostre vie se non illuminate nei pomeriggi invernali, con il maltempo o di notte: poco sicure, certamente.
Un ruolo, quello dei lampioni, che risulta più che mai importante, anche nell’ottica di non pensare (unicamente) all’illuminazione, ma di integrare questo ambito ad altri, non meno importanti, tra sicurezza, previsioni, e sorveglianza di vari fattori.

Importante, dunque, è partire da questi strumenti per lo sviluppo del nuovo modello di Smart City, nell’ottica del rispetto dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, con maggiore inter connettività e migliore illuminazione degli spazi aperti sulla base di come le città sono cambiate (e cambieranno) negli anni.
Si chiama smart lighting, quindi, e ha come protagonista la luce intelligente, così definita perché connessa sia per la raccolta di dati che per il controllo degli stessi lampioni smart da remoto. E, secondo i dati raccolti da Strategies Unlimited, il bacino economico di questo settore è destinato ad aumentare fino a 3 miliardi di dollari nei prossimi anni.

Strumenti che, partendo dalla funzione di illuminazione delle nostre strade, ampliano le emissioni supportando in una più corretta gestione e organizzazione degli spazi urbani, grazie a particolari cellule e sensori, la connessione con semafori intelligenti, il rilevamento di situazioni anomale, ad esempio oscillazioni che potrebbero segnalare anzitempo un terremoto, variazioni meteorologiche e molto altro ancora.

I lampioni smart, inoltre, possono diventare anche utili colonne di ricarica e micro hub al servizio dei cittadini, ottimizzando i consumi e raccogliendo dati che, analizzati in seguito, possono aiutare a capire meglio il traffico, i comportamenti dei cittadini, prevenendo atti vandalici o supportando nel mondo dello smart parking.
Se poi si pensa solo alla spesa per l’illuminazione pubblica, considerando che oscilla tra 18 a 45 euro per residente l’anno, è  bene riflettere sul fatto che queste cifre potrebbero essere ridotte se abbinate ad un calo di consumi.

Ilaria Rebecchi

Executive Editor della rivista e del portale Smart Building Italia, lavora come Giornalista e Senior Copywriter specializzata in settori come tecnologia e digitale, creatività e social media.