Dalle Smart Homes alle Smart Cities: innovazione e integrazione tecnologica nel Sud Italia


Un workshop dedicato agli obiettivi europei tra digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Focus sulle ristrutturazioni

Nell’ambito del programma European Enterprise Network, venerdì 10 febbraio è andato in scena il workshop organizzato da ENEA in collaborazione con Smart Building Levante.
Parallelamente, anche una due giorni di incontri b2b tra operatori europeo nel mondo della domotica e building automation e system integration.

Dalle Smart Homes alle Smart Cities: innovazione e integrazione tecnologica nel Sud Italia”: l’evento ha messo a fuoco il tema dello sviluppo tecnologico in relazione al riscaldamento globale, con ospiti illustri dai principali comparti del settore edilizio.

Tema principale dell’evento è stato il Green Deal Europeo che punta a rendere il profilo economico degli stati membri sostenibile sul piano ambientale. Opportunità e sfide, dunque, per una transizione, questa, che necessita di essere inclusiva sotto ogni aspetto: il mondo dell’edilizia, come è emerso all’interno del workshop, tra nuove costruzioni e rinnovamento di edifici preesistenti, richiede un importante impiego di risorse ed energia, tra sabbia e cemento, solo per citarne alcune. E, come noto, questo ambito è responsabile del 40% del consumo di energia totale: in questa prospettiva, l’ambito delle ristrutturazioni deve quindi fondarsi su progetti che vedono cooperare professionisti quali ingegneri, architetti, enti territoriali e statali, operatori in cantiere ed aziende, nonché promuovere un incremento di investimenti nell’ottica di un’edilizia, quella del domani, che dovrà necessariamente cambiare.

Dopo l’introduzione di Filippo Ammirati della Direzione Innovazione e Sviluppo di Enea, ha preso la parola Serena Pontoglio (European Commission DG Energy), che ha sottolineato l’importanza dell’onda di rinnovamento:

Rendere verdi i nostri edifici porta a creare nuovi posti di lavoro e migliorare la vita di tutti noi. Per milioni di cittadini europei, la casa è stata durante il lockdown il punto focale delle giornate: un ufficio, una classe scolastica, un hub per shopping e intrattenimento. Per questo ritengo che investire in edilizia oggi possa fungere da traino su grande scala per la stessa economia. Quando si parla di “Renovation Wave” si intende un cambiamento che non può che produrre effetti positivi a tendere sulle città, sulle comunità e sull’inquinamento globale.
Si tratta di un settore, questo, che è a conti fatti uno dei più importanti in termini di consumo energetico in tutta Europa, responsabile per oltre un terzo delle emissioni di energia. Per questo esistono azioni necessarie per rendere il clima continentale migliore, considerando, ad esempio, che circa il 90% degli edifici di oggi saranno ancora in uso nel 2050 e che entro 9 anni da oggi 35 milioni di edifici dovranno essere rinnovati. Stile e sostenibilità dovranno combinarsi per una nuova Bauhaus che si basa su un approccio interdisciplinare unendo tutti i professionisti del settore tra sostenibilità, arte e cultura, creando spazi creativi e trovando le migliori strategie tecnologiche al servizio del cittadino e delle comunità e nel rispetto del risparmio energetico.

A seguire, l’intervento di Maria-Anna Segreto, Head of Integrated Energy Solutions Laboratory in the Energy Efficiency Unit Department di ENEA:

Il target italiano nel settore edilizio in termini di progetti di ristrutturazioni stima, entro il 2030, un tasso al di sotto dell’1% per gli edifici residenziali e per 4% per i non residenziali. La previsione sale di poco nel prossimo decennio e rimane pressoché invariata fino al 2050 con l’1,3% di restauri residenziali e 3,7% tra direzionali e commerciali. Considerando che attualmente sono oltre 12 milioni e 420mila gli edifici residenziali del BelPaese e solo un milione e mezzo quelli non residenziali, i dati di cui sopra fanno riflettere ulteriormente.
A supporto delle ristrutturazioni edilizie, in Italia, lo sappiamo, oggi fa gola il Superbonus al 110%, ma anche
il programma di riqualificazione energetica della Pubblica Amministrazione centrale, che prevede almeno il 3% di restauro totale della superfice esterna per anno.

Interessanti anche gli spunti emersi durante lo speech del Prof. Guido Raffaele Dell’Osso del Politecnico di Bari, nonché membro del DICATECh, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica, focalizzato sul rapporto tra digitalizzazione e transizione ecologica:

Si tratta dei due target principali, forse, per le prossime generazioni di europei. In tal senso, nell’ambito dell’edilizia, questi target si traducono il primo nei modelli BIM e il secondo in criteri precisi di edilizia sostenibile e Building Automation. Quest’ultima è tematica importante se si pensa in particolare all’innovazione di settore apportata dal settore dell’automazione che offre molteplici soluzioni per garantire un risparmio energetico e un miglioramento nel comfort di chi abita questi edifici, il tutto grazie a sofisticati network, sensori e componenti. Un esempio può essere quello dell’Aeroporto di Bari, dove sono presenti sistemi di building automation e integrazione di sistemi e componenti: un edificio che consentiva, data la sua naturale conformazione e posizione, un naturale sistema di ventilazione e raffrescamento e che, attraverso l’automazione, oggi può vantare un miglioramento interno a tutti gli spazi interni dello stesso. BIM e Building Automation? Se unite sono garanzia del raggiungimento di alti livelli di sostenibilità, proprio nell’ottica del Green Deal Europeo.

A seguire anche Laura Morgagni, Segretario Generale del Cluster Nazionale Smart Communities:

Il mondo come lo conoscevamo è cambiato, e quello di domani è già qui. La chiave? È la digitalizzazione: un must che deve ruotare attorno alle persone e alle comunità, permettendo di risolvere e prevedere problemi e crisi, aiutando ma senza dividere. In questo senso, supportare le comunità è essenziale: la collaborazione tra persone è la chiave della resilienza e per questo le comunità assumono un particolare significato oggi. Permettono di unire identità e bisogni, approcci diversi, creatività, privato e pubblico.

A concludere i lavori anche l’intervento di Salvatore Matarrese, imprenditore edile e Presidente del Distretto di Edilizia Sostenibile della Puglia, che ha approfondito il tema del ruolo dei distretti produttivi dal punto di vista imprenditoriale:

Come Distretto, siamo interessati a promuovere il tema dell’edilizia sostenibile tra i professionisti del settore ma anche a livello aziendale e nelle università, promuovendo anche l’utilizzo di materiali innovativi e di scarto spesso penalizzati dalle procedure burocratiche del nostro paese, ma che possono rivelarsi fondamentali nella riqualificazione e nell’ottica dell’efficientamento energetico.
Sicuramente il
Green Deal europeo non è da considerarsi una semplice tabella di marcia per rendere sostenibile il Paese e quindi anche il settore, ma anche una grande opportunità di investimento e rilancio economico. In particolare in questo periodo, nel quale tutte le parti coinvolte devono essere concordi nell’avere la sostenibilità e la digitalizzazione come faro del futuro. La nostra sfida è quella di unire le migliori competenze, innovazioni, professionalità e conoscenze per raggiungere l’obiettivo finale di un unico assetto decisionale che metta d’accordo tutti nella prospettiva di un futuro migliore e partendo da cioè che abbiamo e facciamo, gli edifici.