Tecnologia tra scuola, sanità e lavoro: cosa cambierà dopo l’emergenza?

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Tre ambiti che non torneranno più come una volta, anche solo per l’apporto tecnologico che – gioco forza – è oggi protagonista

Tra didattica a distanza, smart working e telemedicina il mondo dopo lo scoppio dell’emergenza da Covid-19 è già più digitalizzato.
Si tratta in fatti di settori che, fino a soli due mesi fa, erano visti come opzione futura nel loro sviluppo, spesso lento e macchinoso, anche per via della burocrazia.
Oggi il mondo e l’Italia sono cambiati, e alcuni strumenti tecnologici sono stati ufficialmente sdoganati, dal mondo dell’educazione a quello del lavoro e della salute.

Scuola

La modalità di didattica a distanza, come definita dal Ministro dell’Istruzione, vedeva, secondo i numeri dell’Università degli studi di Milano Bicocca, dal 3 marzo al 7 aprile, fruite oltre 2.797.062 video-lezioni su piattaforma moodle e più di 25mila contributi, 77 lezioni di laurea con laureati oltre 1800 studenti e altre 19 sessioni nel mese di aprile.
La Bicocca ha avuto dalla sua una particolare attenzione e prontezza nell’organizzazione del secondo semestre a distanza, avvenuta tempestivamente – era il 23 febbraio – nonché un ottimo supporto pre-esistente dal punto di vista tecnologico, con piattaforma dedicata e già in uso e chiare istruzioni e indicazioni per studenti e docenti.

Lavoro

In ambito lavorativo (finalmente) è stato sdoganato lo smart working, permettendo a molti lavoratori di poter operare da remoto con la conseguente riduzione di tempi e costi. L’Università Bicocca, da maggio 2018, aveva avviato un progetto volto alla valutazione organizzativa e gestionale dello smart working, con tanto di progetto sperimentale che da un anno coinvolge quasi 200 lavoratori su 800 interni. Il lavoro agile forzato, così, è stato meno indolore ai più, tanto da essere per molti ordinario ciò che per il resto d’Italia era diventato eccezionale (appunto la modalità smart).
Quali sistemi e quale organizzazione? Fondamentali le indicazioni, chiare e comuni, che le aziende hanno dovuto mettere a disposizione dei loro partner e dipendenti, con un grande lavoro di gestione delle risorse umane e il supporto, ad esempio in Università, del dipartimento di psicologia per evidenziare e supportare eventuali fragilità del personale.

Sanità

Si chiama Telemedicina e vede la tecnologia impegnata in prima linea a supporto dei processi di prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti. Manca, in Italia, un quadro normativo regolarizzato e chiaro, ma il Covid-19 ha spinto il pedale dell’acceleratore: monitoraggio da remoto dei pazienti, cure a distanza soprattutto nel caso dei cronici e degli oncologici, anche per evitare affollamenti in Ospedale, triage telefonico, gestione del possibile positivo (sintomatico e non o a rischio per contatti) in isolamento cautelare a distanza. Sono nuove reti sanitarie che le Regioni dovranno, ad emergenza chiusa, regolarizzare con il supporto governativo e tecnologico.
Perché non si potrà più tornare indietro.