Fibra ottica: avviato un cantiere su tre, e 100mila permessi da chiedere

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Quasi millequattrocento cantieri risultano aperti, alla data del 31 luglio 2019, per il conferimento della fibra ottica agli utenti italiani. Si tratta del 30% degli interventi previsti affinché oltre 7mila700 comuni italiani (su un totale di 7mila914 registrati alla data del primo agosto 2019), siano coperti entro i prossimi due anni dalla banda ultra-larga, indispensabile per inviare dati ad altissima velocità: almeno a 100 megabit al secondo per quanto riguarda la Ultra-Fast Broadband, o ad almeno 30 megabit al secondo se ci si riferisce invece alla Fast Broadband (sono le due classificazioni dell’Agenda Digitale Europea).

Sui tempi di attuazione completa di questo piano, lanciato nel 2015, l’anno di riferimento resta il 2020 programmato sin dall’inizio, anche se bisogna tenere conto di più di una variabile legata a cantieri, concessioni e accordi commerciali. Di certo si opera su un territorio dove, secondo la mappatura realizzata da Agcom, l’Autorità per la garanzia delle comunicazioni, nel febbraio 2019 il 67% delle famiglie italiane è coperto da una velocità di almeno 30 megabit al secondo, e circa il 35% da una velocità di almeno 100 megabit al secondo. Il quadro si restringe ai grandi capoluoghi se invece si vuole appurare quanti italiani abbiano la possibilità di dotarsi di fibra ancora più veloce, fino a un 1 gigabit, percentuale che non supera l’11,4% delle famiglie italiane.

Se le cifre attuali sono queste, si capisce quanta strada ci sia ancora da compiere per raggiungere gli obbiettivi posti dal piano, ovvero dotare tutta la popolazione italiana di Fast Broadband, e il suo 85% di Ultra-Fast Broadband ad almeno 100 megabit al secondo. È importante nel contempo sottolineare che sono stati avviati i lavori previsti in tutti e tre i lotti in cui sono stati suddivisi i comuni italiani nel contesto dell’accordo fra Infratel, la concessionaria delle reti, e Open Fiber, la consociata Enel che si è a suo tempo aggiudicata il bando per l’introduzione della banda ultra-larga; la firma del contratto di attuazione del terzo lotto, relativo a 317mila unità immobiliari ubicate in Calabria, Puglia e Sardegna è stato sottoscritto lo scorso aprile.

Uno degli scogli più impegnativi da superare sulla via che porta all’Italia in fibra ottica resta quello delle autorizzazioni locali. Open Fiber ha stimato di doverne ottenere circa centomila prima di completare la propria opera. Anche alla luce di questo dato non secondario, la chiusura del piano, più che nel 2020, è ipotizzabile nel 2021.