Rete unica: il memorandum firmato Tim e Cdp

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È l’argomento più caldo dell’ultimo trimestre 2020 e vedrà l’attesa creazione della rete unica italiana

Una rete unica tra Tim e Cassa Depositi e Prestiti in supporto all’infrastruttura Open Fiber.
Questo il tema più caldo di inizio settembre 2020, che vede Tim volare verso il via libera di FiberCop, società alla quale sarà conferita la rete secondaria e all’ingresso del fondo Kkr e Fastweb.
Il memorandum tra Tim e Cdp si pone come obiettivo la definizione dei principi che guideranno i lavori di integrazione delle reti nel prossimo trimestre.
Per l’AD di Tim Gubitosi, dunque, è una svolta importante, dopo anni di polemiche e per sbloccare il cantiere dotando il Paese di una rete unica ultraveloce.
A controllarla sarà appunto Tim (che incassa quasi 2 miliardi dal fondo Kkr), e Open Fiber andrà a confluire in FiberCop, a guida della società.

Da stabilire resta la quota che Kkr cederà alla Cassa Depositi e Prestiti, con accordo in via di definizione. Prima di partire, va messo focus sul destino della quota di OpenFiber in mano ad Enel, che si è definita favorevole alla creazione di una rete unica. Inoltre, probabile pare essere anche la partecipazione del fondo australiano Macquarie, che potrebbe presentare un’offerta al consiglio in programma il prossimo 17 settembre.

Nel memorandum di Tim e Cdp sono 3 i mesi utili per avviare la rete unica italiana, incastrando anche la valutazione della parte di rete che dalle centrali arriva alle case (nominata da Tim in queste ore).

Cosa sarà la rete unica italiana?

Attualmente in Italia ci sono due reti che garantiscono la connessione internet: una è Tim e l’altra Open fiber. La rete unica italiana porterà la fibra su tutto il territorio e con medesime prestazioni da Nord a Sud del Paese per colmare il digital divide.