Per fare le Smart City quasi un euro su due andrà in cybersecurity

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Belle, imminenti e rivoluzionarie, le Smart City. Ma a patto che siano sicure, secondo le regole di una sicurezza da realizzare d’ora in avanti non più “post”, bensì prima e durante il progetto. Troppi sono i dati sensibili che i cittadini e le istituzioni affideranno alle piattaforme digitali della Smart City per pensare di proteggerli dagli attacchi hacker a posteriori, sferrati una volta completata e messa in connessione questa nuova città. Se nelle attuali città basta informare gli altri su Facebook sulle vacanze in corso ai mari o ai monti per attirare i ladri-social nelle proprie abitazioni lasciate vuote, la quantità di dispositivi in rete in una Smart City moltiplicherà in modo sensibile questo pericolo.

Ecco perché la cybersecurity si insedia al centro della progettazione, e degli investimenti relativi a una Smart City che intenda rispettare certi minimi standard di integrazione digitale, velocità di trasmissione, intelligenza delle cose. Lo mette bene in chiaro una fresca indagine svolta da Abi Research, centro studi sulle trasformazioni tecnologiche con sede a New York. I numeri su cui si basa la ricerca sono estremamente chiari: secondo le stime di Abi Research si parla ad esempio di circa 696 milioni di connessioni fra oggetti attualmente attive nel mondo, cifra considerevole, ma destinata a raddoppiare in appena cinque anni, portandoci al miliardo e trecento milioni di connessioni fra impianti di illuminazione, sistemi di sorveglianza e un’infinità di altri sensori previsti entro il 2024.

Si profila quindi davanti ai nostri occhi un’organizzazione imponente, quanto costosa, per garantire la quale il 44% (quasi la metà) dei 120 miliardi attualmente previsti per finanziare le Smart City dovrà essere impiegato, già in fase di progettazione, nella protezione di tutti i dati sensibili messi in campo. Ruolo importante avrà in tal senso il 5G, l’internet di quinta generazione, caratterizzato dalla capacità di trasmettere più dati in minor tempo grazie alla maggiore velocità. È al 5G che va demandato il salto di qualità necessario quando si parla di Smart City relativamente ai servizi da cui queste nuove strutture urbane saranno sostenute, ad esempio per quanto riguarda mobilità e salute. Non a caso il 5G è al centro del programma Horizon 2020, ovvero 100 milioni di euro con cui la Comunità Europea finanzia appositi progetti inerenti le tecnologie 5G.

Cybersecurity e 5G saranno temi centrali della Milano Smart City Conference in programma dal 13 al 15 novembre prossimi, in concomitanza con la fiera dell’integrazione Smart City Expo, a Fiera Milano, Rho.