Data center, Butti rilancia la sovranità digitale: spazio ai piccoli operatori e alle infrastrutture federate

23 Ottobre 2026 Luca Baldin


Dal convegno alla Camera emerge una visione strategica per lo sviluppo dei data center italiani: pluralità degli operatori, sicurezza, sostenibilità energetica e valorizzazione del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo

I data center sono ormai infrastrutture strategiche per il futuro economico del Paese, ma il loro sviluppo deve rispondere a una visione industriale capace di coniugare investimenti, sovranità tecnologica e sostenibilità. È questo il messaggio emerso dall’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, al convegno “Data center sovrani: energia, intelligenza artificiale, cybersecurity”, organizzato da Confassociazioni e Confassociazioni Digital alla Camera dei deputati.
Particolarmente significativa l’apertura verso modelli federati di infrastrutture digitali, capaci di valorizzare anche gli operatori di dimensioni medio-piccole, contrastando il rischio di una concentrazione eccessiva della capacità computazionale nelle mani di pochi grandi gruppi internazionali.

Non si tratta di mettere in discussione il ruolo dei grandi investitori, indispensabili per sostenere la crescita del settore, quanto di costruire un ecosistema più articolato, competitivo e resiliente, nel quale l’Italia possa conservare autonomia nelle scelte tecnologiche e nel controllo dei servizi essenziali.
Un’impostazione che apre prospettive interessanti anche per lo sviluppo di data center territoriali e infrastrutture distribuite, favorendo la partecipazione delle imprese nazionali e una maggiore diffusione geografica degli investimenti.
Altro passaggio centrale riguarda il rapporto tra infrastrutture digitali ed energia. Butti ha richiamato la necessità di coordinare la pianificazione dei nuovi insediamenti con quella energetica, privilegiando fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, recupero del calore e riutilizzo delle aree industriali esistenti.

Un approccio pienamente coerente con i principi della twin transition, che impone di considerare i data center non come elementi isolati, ma come componenti di un sistema infrastrutturale integrato, nel quale efficienza energetica, reti intelligenti e sostenibilità ambientale diventano fattori competitivi.
Di particolare interesse, infine, il riferimento alla posizione strategica dell’Italia nel Mediterraneo, che può favorire una distribuzione più equilibrata delle infrastrutture e valorizzare nuovi territori di investimento, a partire dal Mezzogiorno.
Il messaggio politico appare chiaro: la crescita della capacità computazionale nazionale non può essere affidata esclusivamente alle dinamiche del mercato. Occorrono regole, programmazione e una strategia industriale capace di trasformare la domanda di infrastrutture digitali in un’opportunità di sviluppo diffuso per il sistema Paese.

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.