Cyber Resilience Act: la cybersecurity diventa il fondamento degli smart building

28 Luglio 2026 Luca Baldin


Il regolamento europeo impone la sicurezza by design nei prodotti digitali e apre una nuova stagione per la digitalizzazione del patrimonio edilizio, tra resilienza informatica, edge computing e gestione intelligente dei dati.

Per anni abbiamo considerato la cybersecurity un tema riservato ai sistemi informatici tradizionali. Oggi non è più così. La progressiva digitalizzazione degli edifici sta trasformando impianti, dispositivi e infrastrutture tecnologiche in una rete sempre più estesa di oggetti connessi, chiamati a dialogare tra loro e con il cloud. In questo scenario, la sicurezza informatica non rappresenta più un valore aggiunto, ma un requisito imprescindibile per garantire continuità di servizio, efficienza energetica e tutela delle persone.

È proprio da questa consapevolezza che nasce il Cyber Resilience Act (CRA), il regolamento europeo che introduce per la prima volta un quadro normativo unitario per la sicurezza dei prodotti con elementi digitali. Entrato in vigore nel dicembre 2024, il regolamento prevede un’applicazione graduale che porterà, dal 2027, all’obbligo per tutti i prodotti interessati di rispettarne i requisiti.

L’obiettivo è garantire che ogni dispositivo digitale immesso sul mercato europeo sia progettato secondo i principi della security by design e della security by default, con misure di protezione integrate fin dalla progettazione e mantenute per tutto il ciclo di vita del prodotto attraverso aggiornamenti di sicurezza e gestione delle vulnerabilità.

L’impatto sul settore dello smart building sarà profondo. BACS, gateway IoT, sensori, attuatori, sistemi di illuminazione intelligente, piattaforme EEMS, climatizzazione, infrastrutture di ricarica e controllo accessi costituiscono ormai un unico ecosistema digitale. Una vulnerabilità presente anche in un solo componente può compromettere l’intero edificio.

La questione assume un rilievo ancora maggiore alla luce della Twin Transition. Le direttive europee, a partire dalla EPBD, attribuiscono infatti un ruolo sempre più centrale ai sistemi di automazione e gestione intelligente dell’energia. Ma un edificio intelligente può essere realmente efficiente solo se è anche resiliente dal punto di vista della cybersicurezza.

Su questi temi merita particolare attenzione anche la recente presa di posizione di Smart Buildings Alliance (SBA), che ha dedicato un Libro Bianco alla cybersecurity degli smart building, sottolineando come la sicurezza informatica debba essere considerata una componente strutturale del progetto edilizio. L’edificio intelligente è oggi una vera infrastruttura digitale nella quale convergono reti, impianti, energia e dati: proteggerla richiede un approccio integrato che coinvolga tutta la filiera.

Questa riflessione apre anche un tema più generale sul modello di gestione dei dati. Negli ultimi anni si è diffusa quasi come un dogma l’idea che qualsiasi informazione debba essere trasferita nel cloud. È una convinzione che merita oggi di essere riconsiderata. Molti dati prodotti dagli edifici riguardano esclusivamente il funzionamento degli impianti, il comfort degli occupanti e l’ottimizzazione locale delle prestazioni. Per queste informazioni il ricorso a sistemi edge, capaci di elaborare e conservare i dati direttamente nell’edificio, rappresenta una soluzione spesso più efficiente e più sicura. Ridurre la superficie di esposizione verso l’esterno significa infatti diminuire le vulnerabilità, mantenere il controllo del dato e garantire continuità operativa anche in assenza di connessione. Il cloud continuerà ad avere un ruolo essenziale per analisi avanzate, intelligenza artificiale e servizi distribuiti, ma non può diventare la destinazione automatica di ogni dato generato. Il futuro degli smart building, quindi, sarà probabilmente fondato su un equilibrio intelligente tra cloud ed edge, è bene esserne consapevoli ed agire di conseguenza.

Il Cyber Resilience Act introduce quindi una nuova cultura della progettazione. Non sarà più sufficiente verificare le prestazioni energetiche o funzionali di un componente: sarà necessario valutarne anche la robustezza digitale, la capacità di ricevere aggiornamenti, la protezione dei dati e la resilienza agli attacchi informatici.

Per tutta la filiera si apre una fase di profonda evoluzione. Produttori, progettisti, system integrator e installatori dovranno sviluppare competenze sempre più avanzate. La cybersicurezza diventerà un elemento di qualificazione dell’offerta e un fattore competitivo. Il CRA, quindi, rappresenta molto più di un nuovo adempimento normativo: è uno dei pilastri della fiducia nelle infrastrutture digitali degli edifici del futuro.

Luca Baldin

Project Manager di Pentastudio e della piattaforma di informazione e marketing Smart Building Italia. È event manager della Fiera Smart Building Expo di Milano e Smart Building Levante di Bari. Dirige la rivista Smart Building Italia.