Smart Building Report 2022


Nuova edizione del più autorevole report in tema di home and building automation e nuovi edifici smart

Presentata a Milano, la nuova edizione dello Smart Building Report del Politecnico di Milano è giunta alla sua 4^ edizione: il più autorevole e completo lavoro di ricognizione sull’economia che ruota attorno alla home and building automation e alle nuove tecnologie legate agli edifici “smart”.

Ciò che emerge è il ruolo ormai determinante in ottica “energy”, fattore trainante del comparto, spinto anche dalle politiche in ambito europeo e nazionale e dagli obiettivi sfidanti di decarbonizzazione al 2030 e al 2050, che diventano anche gli orizzonti temporali attorno ai quali costruire le nuove strategie imprenditoriali.
Confermata anche l’obsolescenza del parco edilizio nazionale: circa l’80% degli edifici non residenziali e il 90% di quelli residenziali si trova nella classe energetica “D” o inferiori, cosa dovuta all’anzianità degli edifici e che da la dimensione del lavoro imponente che attende il comparto.
Lo studio fotografa un settore sano, con crescita tendenziale complessiva importante, pari al 150% tra il 2021 e il 2026, trainata dagli edifici non residenziali, che si dimostrano maggiormente reattivi nell’introdurre innovazione.

I consumi del settore residenziale in Italia

Dal 2010 in costante diminuzione e negli ultimi quattro anni il trend è rimasto attorno ad un -2% annuo, con una sostituzione di quote di fabbisogno soddisfatte dal petrolio e dai suoi derivati con fonti rinnovabili, che nel 2020 hanno raggiunto il 20% del totale.

Il dato incoraggiante però non trova conferma nel settore non residenziale (l’8% dei 13,5 milioni di edifici italiani), con l’andamento del consumo di energia in crescita e l’incremento di quote di rinnovabili significativo.
Resta basso il tasso di ristrutturazione profonda con conseguente il miglioramento delle performance energetiche degli edifici, mantenuto anche nel 2020 sullo 0,85%, con un disequilibrio tra nord e sud.

Il Superbonus 110% ad agosto 2022 aveva già generato 244 mila asseverazioni per un totale di 43 miliardi di euro di investimenti.
Molti investimenti per quasi il 60%  del totale hanno riguardato la coibentazione dell’involucro e la sostituzione di infissi, con una ricaduta meno significativa sulla componente impiantistica e in chiave di controllo e gestione degli impianti, tecnologie che potrebbero impattare in modo importante sui consumi finali.

Ruolo rilevante è quello delle norme tecniche, come la UNI EN 15232 aggiornata nella ISO 52120-1, pubblicata a dicembre 2021 e che sostituirà la EN 15232 entro la fine del 2022, punti di riferimento imprescindibili per ogni progettista per determinare l’efficienza e il livello di automazione di un edificio, in ottica di Smart Readiness Indicator.

E il mercato?

Dal report emerge che il volume d’affari del settore building devices and solutions è arrivato nel 2021 a 6.5 miliardi di euro, con crescita del 44% rispetto al 2020 e prevalenza del comparto energy (4 mld), sicurezza (1.1 mld) e comfort abitativo (1 mld).
In crescita anche il mondo delle automation technologies e delle piattaforme di controllo e gestione (2.4 mld di investimenti con un +2.2% sul 2020): in ottica futura il Politecnico di Milano disegna uno scenario sfaccettato, con la grande incognita sullo sfondo del prosieguo o meno degli incentivi fiscali.
In crescita nei prossimi anni sicuramente tutte le tecnologie per l’autoproduzione di energia, in particolare quelle abbinate a sistemi di accumulo, i sistemi di ricarica dei veicoli elettrici e i sistemi IAQ per la rilevazione della qualità dell’aria indoor.
Cresceranno, infine, anche i prodotti legati all’elettrificazione di tutti gli impianti degli edifici, tra pompe di calore e sistemi di climatizzazione e piattaforme di gestione e controllo e i sistemi di automazione.

Sul magazine SMART BUILDING ITALIA
in uscita in questo mese
lo speciale completo