Imperia Smart City Lab: parla Laura Morgagni, Segretario Generale del Cluster Nazionale Smart Communities

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Città e territori smart, come affrontare il nuovo contesto legato alla pandemia?

Parlare di città e territori smart nell’attuale contesto significa guardare al “nuovo” futuro delle nostre comunità sapendo che è necessario ridefinire molti prodotti e servizi, progettarne di nuovi e ricombinare molte filiere produttive. Come Cluster Nazionale Smart Communities (www.smartcommunitiestech.it ) siamo impegnati da sempre nel sostegno ai processi di innovazione dei territori. Con questo obiettivo abbiamo creato una rete di imprese, enti di ricerca e città che collaborano allo sviluppo di applicazioni innovative nei settori tipici della smart city, con un focus particolare sulla mobilità, i servizi al cittadino, la sicurezza digitale e dei territori.

Quali sono i settori maggiormente interessati dal cambiamento?

Le aree interessate sono davvero molte: dalla sanità alla mobilità, dal turismo all’istruzione, con la necessità di ripensare i servizi per aumentarne in modo esponenziale la flessibilità e la sicurezza attraverso strumenti che abilitino processi produttivi e di interazione nelle comunità (e quindi sostengano anche l’economia) nel rispetto delle esigenze di distanziamento. Sicuramente, l’area su cui focalizzare l’attenzione dei territori, è quella che va sotto l’ampio capello dell’utilizzo di dati per individuare, conoscere e misurare fenomeni e per progettare soluzioni: sistemi per l’acquisizione dei dati, per la messa a disposizione di informazioni e per il supporto alle decisioni, affinché la PA possa definire misure ad hoc, sono certamente una priorità.

Come e dove agire per “ricostruire” comunità e territori più intelligenti e capaci di affrontare i cambiamenti?

La ricostruzione chiede così tante e variate competenze, che nessuno può “farcela da solo” ma c’è bisogno di uno sforzo collettivo e congiunto. In primo luogo, la gestione delle emergenze, così come di lunghi percorsi di ricostruzione come quello che ci apprestiamo ad affrontare, non può prescindere dal fattore umano e dal coinvolgimento diretto delle persone e delle comunità: credo che la comunità sia una potente arma di resilienza. Le comunità possono costituire un’enorme forza in termini di intelligenza collettiva, sfruttandone la capacità di aggregazione dal basso e di condivisione tempestiva di informazioni corrette, in cui «tutti imparano da tutti» e non solo: ciascun individuo, all’interno della Comunità, può da un lato evidenziare come sono mutati i fabbisogni e le esigenze sul territorio e dall’altro può sviluppare nuovi prodotti e servizi per rispondervi. Pensiamo anche solo ai tanti casi, come quello di Isinnova con la maschera da snorkeling di Decathlon adattata a respiratore, nati dall’inventiva di una start up e industrializzati in collaborazione con una grande impresa. Affinando le proprie capacità di sensing e di interpretazione dei dati, le Città potranno poi davvero fare leva sull’interazione efficace con i cittadini per acquisire i bisogni (impliciti ed espliciti) e progettare nuovi metodi per soddisfarli.

In concreto, cosa possono fare le Pubbliche Amministrazioni?

In molti settori come l’energia, i trasporti, la gestione dei rifiuti, la protezione sociale e la fornitura di servizi sanitari o educativi, le autorità pubbliche sono i principali acquirenti. Con una quota di acquisti pubblici in Italia pari a circa il 10% del PIL (circa 170 miliardi euro/ anno) è evidente come il procurement pubblico sia fondamentale: in particolare grazie agli appalti pubblici di innovazione, la Pubblica Amministrazione può favorire il dialogo pre-competitivo, in modo che l’offerta di servizi corrisponda alle aspettative e ai reali e nuovi bisogni dei cittadini, e offrire alle imprese innovative l’opportunità di testare in condizioni reali le nuove soluzioni (living lab). Si tratta di un meccanismo virtuoso per cui la PA acquista innovazioni e nuove tecnologie per migliorare la propria performance, stimolando al contempo investimenti in ricerca e innovazione nelle imprese.

Prepariamoci tutti a un cambio di mentalità potente e a non tornare più indietro: impariamo ad analizzare costantemente i fabbisogni del mercato e dei nostri potenziali clienti e adottiamo strategie di partnership e di collaborazione per soddisfarli rapidamente, anche attraverso strumenti come i Cluster Nazionali. Le reti formali e informali, la disponibilità di competenze e conoscenze potranno davvero fare la differenza.