Cagliari, astro nascente fra le Smart City italiane (con l’aiuto della Cina)


Grazie a potenti aiuti cinesi, garantiti dalla multinazionale Huawei, Cagliari si candida a contendere a Milano la palma di Smart City più evoluta d’Italia. Se la metropoli del nord mette in campo una sua digitalizzata dimensione europea in servizi e strutture, Cagliari replica puntando su una trasformazione forse meno spettacolare, ma decisamente più “nevralgica”, costituita da una piattaforma informatica in grado di raccogliere tutti i differenti dati provenienti in tempo reale dal suo territorio urbano.

Queste fortune di una Smart City isolana nascono dalla prosperosa efficienza del Parco Tecnologico della Sardegna , realizzato a Pula, in provincia di Cagliari, come espressione operativa dell’agenzia Sardegna Ricerche, istituita nel 1985 con l’originaria denominazione di Consorzio 21. Decisivo, nella fondazione del parco, noto anche come Crs4, l’apporto di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica che riuscì a far catalizzare finanziamenti mirati alle più diverse applicazioni scientifiche. Una di queste è l’Intelligence Operation Center, IOC, il super-cervello elettronico realizzato con il concorso di Huawei, così coinvolta nel progetto da finanziarlo con diciassette milioni di euro. I frutti della partnership mirano alla creazione a breve termine di una sala operativa che, alimentata con i dati provenienti dai più vari soggetti – Comune, vigili del fuoco, Protezione Civile e altro – sia in grado di coordinare risposte efficienti e tempestive a qualsiasi domanda o emergenza, da un incendio boschivo all’arrivo in porto di una nave da crociera. Una Smart City che sarà nello stesso tempo Safe City, sfruttando l’imponente ragnatela di videocamere sparsa per tutta Cagliari, in modo da ottenere identificazioni immediate, tramite il riconoscimento facciale, di un qualsiasi soggetto potenzialmente pericoloso in quanto inserito in una black list utile alla sicurezza urbana.

Le concrete prospettive Smart di Cagliari hanno agito sullo sfondo dell’incontro bilaterale italo-cinese, organizzato la scorsa settimana all’hotel Hassler di Roma in concomitanza con la visita ufficiale in Italia del presidente cinese Xi Jinping. Un evento degno in ogni caso della massima attenzione, dovuta all’evidenza che ci parla della Cina come del Paese di gran lunga più Smart oggi sul pianeta. Tesi suffragata, nell’ambito dell’incontro romano, dalle parole di Luigi Paganetto, vicepresidente della Cassa Depositi e Prestiti, intervenuto anche per sottolineare come in Cina si preveda nei prossimi anni lo spostamente di 350 milioni di individui nelle aree metropolitane, movimento che giustifica ampiamente i circa 500 progetti di Smart City attivati nel Paese.

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