Ecobonus 110%: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate


Una circolare chiarisce alcune tematiche ancora oscure, come lo sconto in fattura o l’indipendenza funzionale: ecco come accedere al superbonus 110%

Superbonus e supercircolare: così in data 20 dicembre 2020 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 30/E del 22 dicembre 2020 volta a fornire agli interessati un ampio ventaglio di chiarimenti sulla detrazione fiscale del 110% prevista dal Decreto Rilancio del maggio scorso, poi convertito nella legge n.77 del 17 luglio.

Una comunicazione arrivata a ridosso della Legge di Bilancio 2021 che prevede diverse modifiche all’art. 119 del Decreto Rilancio circa le detrazioni fiscali del 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico.
La circolare 30/E si sofferma sul tema delle spese per interventi di efficienza energetica, antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Il tutto spiegando dettagliatamente le modifiche introdotte dal decreto Agosto e fornendo l’elenco dei documenti e delle dichiarazioni sostitutive da acquisire al momento in cui viene rilasciato il visto di conformità sulle comunicazioni per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.

Le novità del Decreto Agosto

Si parte con alcune novità che vanno a chiarire le molte domande pervenute da operatori ed associazioni di categoria, Ministero dello Sviluppo Economico ed ENEA.
Come, ad esempio, gli interventi di riqualificazione energetica che accedono direttamente alla detrazione fiscale del 110% fruibili dai condomini, dagli edifici unifamiliari e anche dalle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno. Cosa certa è che tali immobili devono avere necessariamente natura residenziale.

Nel dettaglio, l’art. 1 del Decreto del MiSE 6 agosto 2020 ha definito l’edificio unifamiliare quello riferito ad un’unica unità immobiliare di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare. Una unità immobiliare può ritenersi funzionalmente indipendente se dotata di installazioni o manufatti di qualunque genere, quali impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento di proprietà esclusiva e la presenza di un «accesso autonomo dall’esterno», non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva.

Esempi pratici

La circolare dell’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti, ad esempio, in riferimento ad una villetta a schiera per capire se possa essere considerata «funzionalmente indipendente», anche se allacciata ad un sistema di teleriscaldamento gestito da un grande condominio, che serve anche altre unità immobiliari e che, oltre a riscaldare l’immobile, fornisce acqua calda.

Per rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento (o teleraffrescamento) si intende qualsiasi infrastruttura di trasporto dell’energia termica da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti di utilizzazione, realizzata prevalentemente su suolo pubblico, finalizzata a consentire a chiunque interessato, nei limiti consentiti dall’estensione della rete, di collegarsi alla medesima per l’approvvigionamento di energia termica per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la copertura del fabbisogno di acqua calda sanitaria. Si può ritenere “funzionalmente indipendente” anche una unità immobiliare allacciata ad un sistema di teleriscaldamento.

Il caso di Onlus, OdV, ApS

Onlus, Organizzazioni di volontariato e Associazioni di promozione sociale possono fruire del Superbonus senza limitazione relativamente alla tipologia di immobili oggetto di intervento. Il Superbonus spetta per tutti gli interventi trainati e trainanti, indipendentemente dalla categoria catastale e dalla destinazione dell’immobile. Per tali soggetti non opera neanche la limitazione delle due unità immobiliari. Alle cessioni di beni e prestazioni di servizi relativamente a interventi ammessi al Superbonus, eseguiti da istituti autonomi di case popolari (IACP) che optano per lo “sconto in fattura”, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, non si applica lo split payment.

Il condominio moroso

Sempre sul tema dello sconto in fattura, se un condomino che non paga le quote condominiali volesse cedere il credito d’imposta corrispondente alle detrazioni spettanti, si chiarisce che l’importo della detrazione verrebbe calcolato tenendo conto delle spese complessivamente sostenute nel periodo d’imposta, comprensive dell’importo non corrisposto al fornitore per effetto dello sconto praticato.

Il contributo sotto forma di sconto e il credito d’imposta cedibile sono pari alla detrazione spettante. L’amministratore di condominio deve comunicare all’Agenzia delle entrate le cessioni dei crediti corrispondenti alle detrazioni esclusivamente per un ammontare proporzionato al rapporto tra quanto versato da ciascun condomino entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento della spesa e quanto dovuto dal condomino stesso. Se il condomino ha manifestato l’intenzione di cedere il credito a soggetti terzi, diversi dai fornitori, l’amministratore dovrà comunicare l’opzione per la cessione del credito solo se il condomino ha versato al condominio quanto a lui 46 imputato e, in caso di versamenti parziali, solo in proporzione a quanto pagato rispetto al dovuto. L’amministratore non dovrà comunicare nessun dato riferito allo stesso in quanto il condomino, non avendo versato le quote condominiali, non ha diritto alla detrazione. Il recupero del credito verso il condomino moroso, rientrando tra i rapporti di diritto privato tra condominio e condomino, non investe profili di carattere fiscale.

Maggiori chiarimenti e dettagli a QUESTO LINK.