Legge di Bilancio, le proroghe dei Bonus edilizi in Gazzetta Ufficiale


Pubblicato il testo definitivo con importanti novità in tema di edilizia: ecco cosa porta la Legge di Bilancio

Se c’è un provvedimento legislativo per il quale, prima di considerarlo cosa fatta, occorre attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, questo è la Legge di Bilancio, un autentico tormentone governativo e parlamentare che inizia a settembre per concludersi a fine anno. E proprio il 31 dicembre c’è stata la pubblicazione sulla Gazzetta del testo definitivo, ben 404 pagine contenenti importanti norme relative all’edilizia e la cui lettura porta ad una considerazione preliminare: rispetto a ciò che era previsto nelle bozze iniziali del provvedimento si può quasi parlare di un happy ending

Infatti, la prima versione della Legge di Bilancio conteneva varie modifiche peggiorative ai vari Bonus disponibili nell’edilizia. Modifiche che, dopo le proteste e le richieste di correzioni dentro e fuori il mondo della politica, sono sostanzialmente rientrate con qualche eccezione. Stiamo parlando innanzitutto del Bonus Facciate, agevolazione per la quale si era partiti addirittura con l’idea della cancellazione, per poi approvare la proroga di un solo anno con una diminuzione cospicua, dal 90 al 60%, delle spese detraibili. Ridimensionamento economico anche per il Bonus mobili ed elettrodomestici, oggetto peraltro di una proroga fino al 2024. Il tetto massimo detraibile si abbassa però a 10.000 euro per il 2022 e 5.000 euro per gli anni successivi.

Fra le modifiche peggiorative che sono state invece cassate, spicca quanto accaduto in tema di Superbonus dove si era partiti con l’introduzione di un limite pesante, ovvero l’esclusione dall’agevolazione dei proprietari di case unifamiliari con ISEE superiore ai 25mila euro. Limitazione poi eliminata con l’estensione del Superbonus a fine 2022 per tutti i proprietari di case unifamiliari indipendentemente dall’ISEE, con la condizione di effettuare almeno il 30% dei lavori entro il prossimo 30 giugno.

Più articolata, invece, la proroga del Superbonus relativa ai condomini, ai proprietari di edifici composti da due a quattro unità immobiliari e agli enti del terzo settore. Tutti soggetti che potranno beneficiare dell’agevolazione fino al 2025 con una convenienza che andrà però a diminuire progressivamente. Infatti, il recupero al 110% resta valido soltanto fino al 31 dicembre 2023, per scendere al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.

Un altro importante ripensamento del governo è quello relativo allo sconto in fattura e alla cessione del credito, modalità di pagamento agevolate che non erano più previste (eccezion fatta nel caso del Superbonus) nella prima versione della Legge di Bilancio. Un’assenza che, appunto, è stata corretta con il rinnovo dell’utilizzo dello sconto in fattura e della cessione del credito anche per gli altri Bonus edilizi con la validità di un triennio. Vengono però aggiunti due passaggi “burocratici”, giustificati con l’esigenza di limitare le truffe ma destinati inevitabilmente a complicare l’accesso alle due agevolazioni.

Ci riferiamo all’obbligo di far apporre un visto di conformità sulla pratica, rilasciato da commercialisti e Caf, esteso adesso a tutti i Bonus edilizi e non soltanto richiesto per il Superbonus al 110%. Il secondo passaggio è invece l’obbligo di “asseverazione della congruità delle spese” per tutti gli interventi senza nessun limite di costi. Resta da dire di quanto previsto dalla Legge di Bilancio per le altre agevolazioni edilizie, vale a dire il Bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus e il Sismabonus, tutti oggetto di una proroga fino al 2024 con meccanismi d’applicazione e percentuali di recupero spese invariati.