Modem libero in libero mercato


L’entusiasmo è ampiamente giustificato. AIRES, l’associazione che riunisce le principali aziende e gruppi distributivi specializzati di elettrodomestici ed elettronica di consumo, nonché partner del programma Smart Installer, canta vittoria perché Agcom ha «approvato le misure attuative del regolamento europeo riguardante l’accesso ad una rete internet aperta, con specifico riferimento alla libertà di scelta delle apparecchiature terminali utilizzate per l’accesso da postazione fissa». Ovvero, la battaglia per il modem libero è stata vinta contro gli interessi delle grandi compagnie telefoniche e i provider internet.

Magari parlare di Davide contro Golia è esagerato, ma la delibera proclama il principio di mercato aperto e concorrenziale, come sottolinea Andrea Scozzoli, presidente di AIRES: «si è dimostrato come ai rivenditori specializzati di elettronica stia a cuore il mantenimento di uno scenario competitivo, trasparente, aperto e concorrenziale nell’interesse dei consumatori e della vera innovazione tecnologica. Finalmente modem libero anche in Italia».

La notizia ha già fatto il giro del web; c’è chi parla di bastonata per gli operatori telefonici come fa il sito DDay.it in un articolo che commenta i punti salienti della delibera, mentre all’AIRES parlano di una «storica decisione che riapre il mercato di queste apparecchiature».

Insomma, la delibera dell’Agcom decreta il diritto degli utenti di scegliere liberamente il modem (sostenendo i costi) e gli operatori non potranno rifiutarsi di collegarlo alla propria rete «se l’apparecchiatura scelta dall’utente soddisfa i requisiti di base previsti dalla normativa europea e nazionale». Non potranno proporre contratti contenenti alcuna condizione che limiti il diritto ad utilizzare un modem liberamente scelto e, nel caso in cui offrano il loro modem insieme al servizio di connettività, «ne devono specificare chiaramente le condizioni di fornitura nonché garantire che il consumatore possa scegliere un proprio terminale». E poi: obbligo di comunicazione trasparente dei costi sia nel caso in cui il modem venga offerto a pagamento o a titolo gratuito. E per finire: in caso di recesso l’utente non sarà obbligato a pagare oneri aggiuntivi.

«Il pacchetto di misure adottato – ha spiegato Antonio Nicita, commissario Agcom – contribuirà a rafforzare la libera e consapevole scelta dei consumatori italiani e la creazione di un ecosistema competitivo, favorevole all’innovazione tecnologica».

Il sito modemlibero.it festeggia la notizia: «Abbiamo aspettato per giorni, settimane, mesi. Alla fine, però, siamo stati tutti ricompensati per la lunga attesa: la delibera di Agcom mette la parola fine a una vicenda infinita, che tanto è costata agli utenti finali, e non solo da un punto di vista economico». Ma la vicenda non è in verità ancora finita: gli operatori hanno tempo 60 giorni per impugnare la delibera.

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