Comitato Smart Installer: la parola agli installatori – Danilo Caloro

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Nato in occasione dello scorso Forum Smart Installer, che si è svolto in modalità virtuale il 19 settembre 2020, il nuovo Comitato Smart Installer è stato eletto dai partecipanti all’iniziativa e comprende quattro installatori dislocati in varie città e zone d’Italia. L’obiettivo del Comitato è quello di dare luce e tracciare le linee guida del settore all’interno della community di professionisti.

Nell’arco delle prossime settimane, i membri del Comitato Smart Installer saranno protagonisti di una serie di interviste sui temi più importanti del grande mondo dell’installazione con tutte le sue prerogative, innovazioni e novità.

Si parte con Danilo Caloro, che opera in tutta la Puglia da oltre 32 anni.

Quali sono, per lei, le tecnologie vincenti nel settore dell’installazione, oggi, a seguito del periodo appena passato e in pieno rinascimento di questo settore?
E’ innegabile che oggi la connettività rivesta un ruolo cruciale nella vita di tutti noi. Si parla sempre più di BUL ed infrastrutture per reti veloci.  Anche i servizi tradizionali pian piano tendono verso lo standard IP ed un esempio molto lampante è la TV, sempre più orientata verso i servizi in streaming e on demand. Già ora, ma sempre più in futuro la rete rivestirà un aspetto fondamentale, e quando si parla di rete non si può fare a meno di parlare di fibra ottica cloud sicurezza e tutto ciò che ci gira intorno.

Parliamo dell’integrazione a livello di filiera con altri professionisti, tra progettisti e imprese di costruzioni.
Questo aspetto mi tocca molto da vicino. Credo sia l’anello debole della catena dell’innovazione tecnologica. Figure come progettisti, ingegneri, geometri e non in ultimo architetti, sono ancorati a concetti di costruzione oramai obsoleti. Di conseguenza si costruiscono ancora case dove si mette in primo piano il mattone in un momento in cui lo stesso vale veramente poco o niente. Di contro, ci sono pochi tecnici che hanno conoscenze e competenze in grado di indirizzare ed il più delle volte vengono messi in una scala gerarchica che, per essere funzionale, bisognerebbe percorrere al contrario.

Quali sono le priorità – oggi – in termini di formazione?
Credo che sia il potere della conoscenza ed il saperla trasmettere a creare opportunità. Conoscere bene il segmento del proprio lavoro è fondamentale. La formazione tecnica è molto importante ma non da meno la conoscenza delle leggi e gli aspetti normativi proprio in virtù delle gravi mancanze di molte figure professionali.

Qual è, per lei, l’importanza del rapporto con la Grande distribuzione? E su quali piani dovrà viaggiare nel futuro?
Negli ultimi anni, la Grande distribuzione ha obbligatoriamente svoltato. Si è passati dal distributore che vendeva di tutto “a mo di bazar” a strutture con figure all’interno che curano i vari settori con competenze specifiche. Credo che la Grande distruzione, gioco forza, rivesta un ruolo fondamentale nella formazione dell’installatore, perché il più delle volte corsi di specializzazione vengono da loro proposti ed organizzati invece di essere scelti in autonomia dal singolo installatore. Se da un lato questo favorisce il propagarsi della conoscenza dall’altro crea un indirizzamento commerciale piuttosto che tecnico a mio modo di vedere. Credo che, nell’ambito dello studio di una “materia”, la conoscenza debba avvenire a 360 gradi, mentre la scelta commerciale debba essere selettiva, dettata da esperienze sul campo.

Cosa pensi del futuro della tua professione? 
Due concetti semplici: evoluzione ed opportunità.