Il futuro è hi-tech

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Export in crescita e settore trainato da ambito farmaceutico: così l’alta tecnologia salverà il Paese

Se il 2020 è stato sicuramente denotato dalla forte incertezza economica causa crisi mondiale post lockdown e sue conseguenze su tutti i mercati, c’è un macro-settore che, però, sembra non subire grandi flessioni. Al contrario: è quello dell’high-tech, ovvero di prodotti ad alto contenuto tecnologico che già nel primo trimestre dell’anno avevano registrato un aumento nelle esportazioni di oltre 1,5 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2019.

Dati che sono destinati ad aumentare, considerando l’interesse su scala globale e quindi anche sul suolo italiano, per apparecchi e prodotti di varia tipologia legati al mondo della sicurezza in ottica contingentamento, ad esempio, nonché al mondo digitale a 360° visto l’incremento del lavoro e della didattica da remoto.

Si scopre inoltre che – dati della Direzioni Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – a sostenere l’export hi-tech nei primi 3 mesi 2020 ha avuto grande impatto in primis il settore farmaceutico (+24%), soprattutto nella vendita di medicinali e preparati.
Poi il settore ICT, in positivo anche se con frenata a marzo scorso, eccezion fata per i prodotti di elettronica audio e video e/o connessi alla necessità di lavorare o studiare da casa, tra cui tablet, microfoni e altri prodotti. In calo, invece, le esportazioni in ambito aerospaziale e biomedicale, ambito che ha però registrato un duplice dato: il commercio di dispositivi medici è aumentato negli ultimi mesi – vedi beni anti-Covid19 – con la crescita della domanda di sistemi di protezione personale e di disinfezione come disinfettanti, mascherine, camici usa e getta, lenzuola, maschere e anche di prodotti per la diagnosi, tra cui kit, reagenti, macchinari per analisi, e di beni per il monitoraggio e la cura come i respiratori.

A marzo 2020 in Italia, d’altro canto, le importazioni sono aumentate di 200 milioni di euro in prodotti medicali e sanitari legati all’emergenza da Covid-19 (in cima alla classifica paesi come Irlanda, Belgio, Cina) con crescita delle esportazioni, invece, verso paesi come Stati Uniti, Francia e Belgio.

Dalla ricerca, inoltre, emerge come il settore delle telecomunicazioni faccia seguito ai precedenti in termini di export ad inizio 2020: il peso degli investimenti esteri in entrata in termini di fatturato ha toccato il 44%. Inoltre, l’attività di investimenti esteri è cresciuta e circa la metà di tutti gli investimenti in entrata nei settori ad alta tecnologia è stata registrata negli ultimi 10 anni.

Un futuro all’insegna dell’high -tech, dunque, e in un contesto che vede il dominio di paese come Stati Uniti e Cina, l’elettronica sarà presto sempre più importante nella trasformazione del tessuto produttivo italiano: questo grazie all’accelerazione dell’automazione, ad esempio, con maggior peso per l’elettronica anche in ambito manifatturiero e in altri settori storicamente a minor contenuto tecnologico e che oggi non subiscono l’influsso tecnologico in maniera rilevante.