Italiani basta con lo zapping, ora la tv è on demand

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I giovani italiani del 2019, ma tendenzialmente anche i loro genitori, abbandonano lo zapping optando per le visioni “on streaming” di una piattaforma come Netflix, e sempre di più propendono per un nuovo modo di “vivere” la tv, più che di guardarla. Ne consegue un approccio al teleschermo più autonomo e libero da problemi di orario, ma anche meno influenzabile da trend generalisti in base a cui sentirsi quasi obbligati a seguire Grandi Fratelli e talent show di varia qualità. Sono dati che affiorano da una fresca indagine compiuta da Toluna, società attiva nel “digital market research”.

I responsi consegnati a Toluna dai mille italiani intervistati non lasciano adito a dubbi: il 56% dei giovani compresi fra i 18 e i 34 anni fruisce quotidianamente di contenuti televisivi on demand, mentre il 48% di una fascia più conservativa come quella degli over 55 rivela di utilizzare lo streaming televisivo più di una volta alla settimana. Sei su dieci affermano di essere abbonati a una delle piattaforme più in voga, fra le quali domina Netflix, scelta dal 46% degli intervistati, seguita da Amazon, che ne rastrella il 27%.

Ormai il dado è tratto anche in Italia, con conseguenze dirompenti sia per quanto riguarda l’utenza, sempre più orientata verso la fiction che resta il piatto forte dei menù on demand, sia per gli investimenti pubblicitari, obbligati a tararsi su tempi e formati di questa nuova Tv. Questo indica il 37% di questo campione, intollerante verso spot di durata superiore ai 30 secondi anche se la maggioranza degli intervistati, pur non amando la pubblicità, dichiara di non essere disposta a pagare a prezzi più alti un servizio in ipotesi privo di spot. Lungi dal mollare la guardia nelle giornate dei telespettatori, la pubblicità vira comunque su nuovi standard televisivi, sempre più personalizzati, come dimostra il trend, già esploso in America, della “addressable tv”, dove i messaggi giungono in modo specifico a possessori di Hbb tv, collegate a internet, e quindi a precisi account (in Italia si calcola siano circa quattro milioni).

Tutto fa presagire uno sviluppo ancora più invasivo della tv on demand, soprattutto considerando l’avvio, annunciato per il 12 novembre prossimo, della piattaforma Disney+, sulla carta un competitor di qualità per Netflix, vista la ricchezza di un catalogo che, oltre alle produzioni Disney, comprende marchi molto appetibili, soprattutto nell’ambito dell’animazione, come Marvel, Pixar e Star Wars. Il 12 novembre Disney+ debutterà solo in America, dove il prezzo di lancio dichiarato è di 6,99 dollari al mese, mentre l’approdo in Europa, Italia compresa, è annunciato per i primi mesi del 2020.