Gay: “Recovery Fund? Investire nel digitale”

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La strada da fare è ancora lunga, ed è necessario generare crescita. A nessun imprenditore piace licenziare, e il blocco parziale dei licenziamenti oggi in atto non aiuta le imprese”.

Recente è la dichiarazione del numero uno di Anitec-Assinform, Marco Gay, che chiede di concentrare energie e fondi sul mondo del digitale.
Gay, anche a capo di Confindustria Piemonte, ha dichiarato ai media, in commento all’idea di lavorare meno a parità di stipendio:

Ridurre l’orario di lavoro a parità di stipendio e di contributi per la pensione ha un costo notevole. Tutto quello che garantisce occupazione è benvenuto, ma credo che il modo più produttivo di spendere i fondi europei sarebbe un altro. Mi spiego: queste risorse andrebbero usate prima di tutto per creare nuovo lavoro. Con una misura di questo tipo, invece, ci si limita a dividere la torta del lavoro già esistente in fette più piccole. Non dobbiamo accontentarci del lavoro che c’è ma crearne di nuovo e di qualità, in settori con buone prospettive di crescita. Tra l’altro il costo a regime di una riduzione d’orario a parità di stipendio sarebbe tutt’altro che trascurabile.

Gay concentra l’attenzione sull’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, che a suo parere andrebbe appunto concentrato su incentivi dei mestieri digitali:

Ecobonus e Sismabonus sono misure che creano lavoro, come anche la Transizione 4.0: Anche gli incentivi agli investimenti privati per la digitalizzazione hanno creato lavoro, come evidenziato in un rapporto di Confindustria. Ma credo che si dovrebbe fare molto di più. Troppo spesso si bolla questa tipo di spesa pubblica come un costo, invece sono investimenti con un ritorno di lungo periodo.

Se per Gay il mondo delle imprese ha iniziato a reagire dopo il lockdown, generando dunque occupazione, è dato positivo anche l’aumento di chi cerca lavoro: “Significa che inizia ad esserci più fiducia sul futuro. La strada da fare è ancora lunga, ed è necessario generare crescita. A nessun imprenditore piace licenziare, e il blocco parziale dei licenziamenti oggi in atto non aiuta le imprese. Nessuna impresa può stare ferma, nella difficoltà deve cercare di trasformarsi”.